Nella giornata del 16 Aprile hanno preso vita alcune iniziative legate alla mobilitazione internazionale organizzata dagli attivisti francesi.

Dal lato francese, a Menton, la giornata è iniziata con un pic-nic sulla spiaggia. In seguito i/le solidali hanno deciso di spostarsi in corteo spontaneo dirigendosi verso il confine franco-italiano per denunciarne la chiusura. Sono stati ostacolati da un ingente schieramento della gendarmerie, la quale ha poi chiamato rinforzi mobilitando un numero esagerato di uomini.

Questi ultimi sono arrivati in tenuta antisommossa e si sono preparati agli scontri con scudi e spray urticanti. La polizia ha costretto il corteo – a cui erano presenti anche anziani e bambini – a rimanere per circa due ore sotto il sole senz’acqua.

Il presidio che si è formato è stato subito circondato dalle forze dell’ordine. E’ da constatare come ogni tentativo di denuncia pubblica (e non) venga sistematicamente represso: non si vuole permettere alle persone di sapere che il problema continua ad essere la frontiera e ciò che essa produce. Tre solidali francesi sono stati portati in commissariato e, dopo essere stati trattenuti per una notte, sono stati liberati ieri.

Parallelamente, sul versante italiano della frontiera, a Ventimiglia, abbiamo costruito un momento di socialità in spiaggia in cui migranti e solidali italiani e francesi hanno pranzato insieme incontrandosi e conoscendosi. La maggior parte dei ragazzi che abbiamo contattato ha però deciso di non partecipare, a causa delle frequenti intimidazioni poliziesche, delle deportazioni settimanali e dei possibili rimpatri. Denunciamo ancora una volta che, nonostante il clamore mediatico degli ultimi tempi, l’ordinanza del sindaco di Ventimiglia contro la distribuzione di cibo ai migranti risulta ancora attiva.

Vogliamo infine sottolineare la responsabilità della prefettura, che in questo clima repressivo non si risparmia dal creare segregazione etnica impedendo di fatto qualsiasi contatto diretto tra migranti e solidali. Un esempio dell’ipocrisia prefettizia può essere fornito anche dal campo Parco Roja della Croce Rossa, aperto a tutti solamente nella giornata di Pasqua per guadagnarsi una pubblica parvenza di umanità. Siamo fermamente convinti che libertà non sia un privilegio pasquale, ma debba essere una condizione e una rivendicazione quotidiana.

IL PROBLEMA E’ LA FRONTIERA!
FREEDOM – HURRIYA – LIBERTA’!

 

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